Il nostro impegno alla riscoperta dei piatti tipici della nostra Valle del Bisenzio e del comprensorio pratese ci ha fatto riproporre ai nostri ospiti dei biscotti che venivano cucinati abitualmente nelle case della vallata per i giovani in occasione delle nozze , quando ancora il vestito da sposa, cucito in casa dalla mamma e dalle zie, non poteva essere visto dal promesso sposo prima della celebrazione del rito nuziale. Quando tutte le donne di casa, mamma,nonne, zie, sorelle, cugine ed amiche preparavano le varie “ portate” del pranzo e fra di loro ridevano e scherzavano in un lento e lungo preparare dei cibi in cucina.
Le nozze erano una grande festa che coinvolgeva non solo la famiglia ma praticamente tutti i vicini, insomma tutto il paese, era un giorno di abbondanza di cibi, di suoni, di canti e di balli.
Tutte le “pietanze” dovevano essere buone ed augurali. In particolare venivano preparati dei biscotti , chiamati Zuccherini che avevano davvero ingredienti buoni ed augurali: ottima farina bianca, di “Ungheria” si diceva ad indicarne la preziosità, uova freschissime di galline giovani, burro fresco color panna, un po’ di sale, zucchero semolato fino, lievito, raro e costoso liquore e semi di anice, il tutto impastato con tempo ed amore, poi nella madia a lievitare mentre veniva riscaldato il forno.
Mani esperte facevano dell’impasto un piccolo e lungo rotolino che veniva tagliato e chiuso ad anello così, tanti anellini deposti uno accanto all’altro nella teglia e messi a cuocere in forno. Il giorno seguente veniva preparata la glassa: liquore di anice, acqua e zucchero semolato fino, nel paiolo sul fuoco vivo a bollire veloce, lo zucchero bolle e schiuma fino a che non forma una croce ed allora giù dentro il paiolo gli anellini che dolcemente e velocemente si glassano, vengono rovesciati sul marmo di cucina e velocemente divisi gli uni dagli altri, ecco pronti i biscotti. Piccoli anelli dolci, bianchi fuori con lo zucchero bianco e dolce, dentro morbidi e saporiti. Proprio come il matrimonio saldo e dolce. Agli sposi venivano preparati, con lo stesso impasto, due anelli molto grandi, quasi delle corone legate con un fiocco di raso rosso.






